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Equo indennizzo

L'equo indennizzo è uno speciale emolumento che spetta al dipendente pubblico nel caso in cui questi contragga una patologia riconosciuta dipendente e correlata da causa di servizio.
E' importante precisare che detto beneficio economico non ha carattere né retributivo, né risarcitorio ma indennitario.
Conseguenza della natura indennitaria dell'emolumento è che esso è ritenuto in giurisprudenza cumulabile con il risarcimento del danno. In altri termini uno stesso evento o fatto da cui scaturisce una patologia fisica o psichica che trovi la propria causa o concausa nel servizio reso alle dipendenze dell'Amministrazione legittima sia la richiesta di equo indennizzo, sia la richiesta risarcitoria.
Occorre tuttavia operare al riguardo alcune precisazioni. Non tutti i fatti patologici per i quali si ha diritto a chiedere ed ottenere la corresponsione dell'equo indennizzo consentono di proporre azioni risarcitorie. E' necessario a tal fine che la pubblica amministrazione datrice di lavoro violi le regole connesse alla propria posizione di protezione o di controllo nei confronti del dipendente e che quindi abbia in qualche modo una responsabilità su quanto accaduto, anche se indiretta.
Premesso che anche l'Amministrazione pubblica, come ogni datore di lavoro, deve garantire nell'ambiente lavorativo condizioni poste a tutela dell'integrità psico fisica del lavoratore, laddove la p.a. violi o si sottragga, in modo doloso o colposo, nel dare attuazione alle norme preposte a tale fine, è tenuta a risarcire il danno.
Viceversa per avere diritto all'equo indennizzo è sufficiente , indipendentemente, e quindi anche in mancanza delle predette violazioni da parte dell'Amministrazione, che il dipendente contragga una patologia riconosciuta dipendente da causa di servizio.
Se fin qui non sorgono particolari problemi sotto il profilo tecnico giuridico generale, sono da evidenziare discordanze giurisprudenziali e dottrinarie in ordine alla posizione giuridica dell'interessato rispetto all'equo indennizzo. Se infatti non sorgono dubbi circa la natura di diritto soggettivo della posizione giuridica del soggetto una volta concesso l'equo indennizzo in ordine al quantum dello stesso e quindi alla sua corresponsione o rideterminazione, notevoli perplessità sorgono quando il soggetto, pur trovandosi nella fase liquidatoria non abbia ancora ottenuto la concessione dell'equo indennizzo, perplessità che è necessario approfondire in sede più opportuna.
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