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Risarcimento diretto : convenzione CID

Il risarcimento diretto si applica relativamente alla Convenzione per l'indennizzo diretto C.I.D., per la quale le compagnie esercenti l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore si sono consorziate liberamente.
Detta Convenzione vale per i danni subiti dai veicoli, e quindi non dalle persone, che non superino un certo importo, al netto di IVA; ad essa è applicabile per le compagnie consorziate a condizione che gli assicurati abbiano redatto e sottoscritto il verbale di Constatazione amichevole di incidente o Denuncia di sinistro.

Tale procedura riguarda due punti essenziali, cioè l'istruttoria e le modalità di risarcimento:

1) Istruttoria
Il funzionario della compagnia assicuratrice che riceve la denuncia del proprio assicurato per il risarcimento del danno da questi subito, desume da essa se esistono alcune condizioni di applicabilità, come ad esempio se le compagnie interessate al sinistro abbiano aderito entrambe alla Convenzione; ma la decisione circa l'applicabilità di questa si può prendere soltanto ad inchiesta compiuta, e soltanto allora detto funzionario potrà classificare il tipo di gestione C.I.D. Distinguendola a seconda che si tratti di responsabilità ricadente interamente sulla controparte (caso primo: C.I.D. Totale), oppure di responsabilità concorsuale (caso secondo: C.I.D. Parziale), oppure di responsabilità ad intero carico del proprio assicurato (caso terzo: C.I.D. Escluso, per cui non si prende alcuna iniziativa in attesa di sviluppi, che possono consistere nella trattativa diretta con la controparte, o nel rimborso all'altra compagnia assicuratrice di quanto pagato nel quadro della Convenzione stessa).
Nel primo e nel secondo caso, in cui la responsabilità della controparte è totale o parziale, si ha la procedura C.I.D. Vera e propria e perciò la compagnia provvede alla trattazione, sempreché non si superi il limite stabilito dalla Convenzione, al netto di IVA; e invece nel terzo caso la compagnia non prende iniziative.
In tutti e tre i casi, però, il funzionario addetto provvede a segnalare il sinistro allo Schedario Sinistri R. C. (S.S.R.C.) dell'A.N.I.A., con apposito modulo in cui viene indicato anche se si tratta di C.I.D. Totale o C.I.D. Parziale, o non C.I.D.; e lo Schedario risponderà entro pochi giorni indicando gli eventuali sinistri che i veicoli coinvolti nel sinistro attuale abbiano avuto in precedenza.
Nel primo caso e nel secondo caso, in cui la procedura C.I.D. Trova applicazione, per completare l'istruttoria il funzionario addetto prende contatto con il proprio assicurato per verificare le condizioni di applicabilità della Convenzione, averne conferma del contenuto del verbale di constatazione amichevole di incidente, eventualmente ricevendone precisazioni su circostanze e fatti, e per valutare dettagliatamente il danno da lui subito, ricorrendo a un perito estimatore fiduciario; e ciò al più presto, in genere entro 10 giorni dal momento in cui il veicoo è stato messo a disposizione. Se dalla stima risulta che il danno supera l'importo massimo stabilito dalla Convenzione, la procedura si interrompe; e così avviene anche nel caso in cui vi siano state lesioni alle persone, oppure alle cose trasportate di terzi, o anche se l'assicurato dichiara di volersi avvalere della procedura normale, sancita dalla L. n. 39 del 26 febbraio 1977, vale a dire rivolgendosi egli direttamente alla controparte e/o alla rispettiva compagnia assicuratrice nei modi e nei termini stabiliti dalla legge.
In caso di interruzione della procedura C.I.D., la compagnia ne dà notizia allo Schedario Sinistri R.C. e alla compagnia del terzo, specificandone i motivi; e invia a tale compagnia tutta la documentazione in suo possesso, perizia compresa, affinché essa possa continuare nella trattazione con procedura normale.

2) Modalità di risarcimento
Una volta accertate tutte le condizioni di applicabilità della C.I.D. E stimato il danno, si procede alla liquidazione di questo, che deve avvenire entro 15 giorni dall'avvenuto accertamento peritale, e cioè la compagnia assicuratrice del danneggiato assicurato trasmette a quest'ultimo la somma che ritiene equa, oppure effettua il pagamento diretto facendosi rilasciare quietanza.
A liquidazione avvenuta, la compagnia che ha pagato comunica l'importo corrisposto alla compagnia del danneggiante, responsabile o corresponsabile, vale a dire alla compagnia debitrice, la quale provvederà poi al rimborso nei modi stabiliti dalla Convenzione. Naturalmente la somma che l'assicurazione deve offrire al proprio assicurato deve essere congrua rispetto all'entità del danno e l'assicurato può non accettarla, o accettarla come acconto, per cui la differenza dovrebbe essergli corrisposta dalla compagnia di controparte.
In questo caso si apre una nuova procedura e cioè:
l'assicuratore del danneggiato,che resta fermo nell'offerta, comunica a quella del danneggiante la mancata accettazione e riferisce ad essa sulle trattative intercorse, inviando tutta la documentazione esistente;
il danneggiato si rivolge direttamente alla compagnia del terzo, per l'intero o per la parte di somma non accettata; e così rientra nel quadro della trattazione normale; la non accettazione del danneggiato viene resa nota allo Schedario.
Viene logico considerare che, essendo da presumere che nei confronti del proprio assicurato l'assicuratore che tratta il danno agisca con obiettività ed equità,
difficilmente la compagnia di controparte modificherà l'offerta già fatta e perciò il rifiuto del congruo indennizzo offerto prelude a una lite giudiziaria.
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